Cosi ho dominato il mio schiavo bancomat

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Trasformare il lupo cattivo nella pecorella

Giulio è stato il mio primissimo schiavo ed è tutt’ora uno dei miei più fedeli, accorati e veneranti seguaci. Vedendolo per strada nessuno direbbe mai che un uomo così aitante, fiero e austero si lasci sottomettere da una ragazza minuta e delicata come me… e invece è esattamente quello che succede da quattro anni a questa parte.
Giulio lavora nel mondo della finanza, nonostante non abbia mai compreso esattamente (né mi sia mai interessato) quale sia il suo ruolo professionale specifico, ha una moglie e due figli adolescenti, più piccoli di me di alcuni anni.
Ci siamo conosciuti per puro caso, quando io avevo deciso da poco di entrare nel mondo delle Money Mistress, e ancora ricordo perfettamente l’aria estasiata che aveva il suo volto mentre mi spiegava per filo e per segno quali sarebbero state le ragioni che lo avrebbero spinto a venerarmi. Lo faceva con una lucidità e razionalità che mi intrigavano, come se stesse spiegando in maniera estremamente logica ed ineccepibile ad un suo cliente perché aveva senso fare un certo investimento.
Fu già nel corso di quella primissima conversazione che sentii il desiderio irrefrenabile di rendere piccolo e sottomesso quell’uomo così grande e sicuro di sé. Decisi di contattarlo qualche giorno più tardi per proporgli un aperitivo insieme ad amici in comune (che mi ero premurata di non invitare realmente) e una volta giunti sul posto decisi di porre in atto la mia tattica. Iniziai a trattarlo con estrema freddezza, quasi maleducazione, come se la sua presenza al mio stesso tavolo rappresentasse un insulto per me e la mia persona e più io diventavo cattiva e sprezzante, più gli occhi di Giulio si facevano ardenti e luminosi. Sembrava invasato, completamente inebriato dalla mia autorità e dalla prospettiva di essere per una volta il sottomesso e non il capo.
Gli dissi che se voleva continuare ad avere la fortuna di godere della mia presenza doveva pagare tutti i drink ordinati ed il privé in cui avevo deciso di andare e così fece. Una volta alzati dal tavolo ci incamminammo verso il privé e sentii il pene duro di Giulio appoggiato alla mia schiena, dal momento che era in piedi dietro di me ed il locale era particolarmente affollato.

Lo schiaffo della conquista

Decisi di soprassedere e di limitarmi a lanciargli lo sguardo più disgustato e cattivo che sapessi sfoderare,aggiungendo che quello scherzetto gli sarebbe valso tutto il mio shopping del giorno successivo.
Una volta giunti nel privé, Giulio si sedette accanto a me e, poggiandomi la mano sulla gamba, mi disse che non aveva mai visto nulla di più bello. Avvicinai il mio viso al suo, sorridendo in modo ambiguo, e proprio nel momento in cui Giulio faceva per avvicinarsi al mio volto e baciarmi mi ritrassi e gli diedi uno schiaffo così forte che per un momento pensai di averlo letteralmente stordito, dal momento che continuava a tenere gli occhi chiusi. Dopo diversi secondi li riaprì, erano ricolmi di lacrime, e mi disse che mai nella vita si era sentito così umiliato e allo stesso tempo su di giri. Mi confessò che era stato da sempre a caccia di questo connubio di emozioni e che ora che le aveva provate si rammaricava di non esserci riuscito prima.
Il suo pene sembrava sul punto di esplodere, era evidente che stesse avendo un’erezione poderosa, e forse anche dolorosa, e proprio per questo gli dissi che non doveva assolutamente masturbarsi ma anzi sopportare in silenzio e continuare a pagare per ciò che stavo ordinando. Lui obbedì.
Giunti a fine serata mi chiese se potesse accompagnarmi in casa e ovviamente gli negai questo privilegio, concedendogli, però, la possibilità di inviarmi il video della sua masturbazione una volta che fosse tornato a casa sua.
Ci salutammo e, nonostante abitassimo in parti completamente diverse della città, dopo neppure dieci minuti ricevetti il suo messaggio: il pene di Giulio era mostruosamente grande e gonfio e lui venne dopo pochissimi minuti, tanto era stato il tempo per cui si era trattenuto. Anche io mi masturbai e venni con un grande orgasmo ma naturalmente non glielo confessai.
Poco prima di addormentarmi vidi lo schermo del telefono illuminarsi ed un suo nuovo messaggio: mi stava ringraziando di nuovo per la serata che gli avevo fatto passare e, come segno emblematico di fedeltà e gratitudine, a conclusione del messaggio c’erano le credenziali del suo Internet Banking che mi diceva di usare in qualsiasi momento volessi, con l’unica, umile richiesta, di avvisarlo dopo i miei acquisti così che potesse giustificarli agli occhi della moglie.
Quella sera è nato il mio rapporto di sottomissione con colui che tutt’oggi è il mio più grande adoratore.

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